Cheratocono
Diagnosi
La topografia corneale è un metodo non invasivo che consiste nella proiezione di anelli luminosi sulla cornea. La seconda immagine mostra una irregolarità degli anelli dovuta alla presenza di un cheratocono.
I primi segni della presenza di cheratocono, sono normalmente riconducibili ai seguenti sintomi soggettivi:
- peggioramento visivo soprattutto nelle ore crepuscolari,
- insorgenza più o meno improvvisa di miopia,
- percezione di aloni attorno alle luci,
- fotofobia,
- mal di testa,
- visione sdoppiata, etc.
Il metodo più sicuro e più diffuso, oggi giorno, per la diagnosi del cheratocono è la
topografia corneale.
La topografia corneale è un metodo non invasivo che consiste nella proiezione di anelli luminosi sulla cornea. Dall'analisi computerizzata dell'immagine riflessa si ottiene una mappa della superficie corneale.
Sulla base di differenti esami strumentali il cheratocono può essere classificato in 4 stadi.
Normalmente la correzione ottica del cheratocono si esegue con occhiali e/o lenti a contatto con un buon risultato soggettivo se il cheratocono è al I° stadio.
Topografie corneali che evidenziano differenti tipologie di cheratocono
Negli stadi più evoluti gli occhiali non possono garantire un risulato soddisfacente a causa delle forti distorisioni della luce create dalla forma irregolare della cornea. Rimangono pertanto le LAC, l’unico mezzo di correzione più efficiente.
L’intervento chirurgico si pone come ulteriore soluzione quando si manifestano i sintomi legati ad una spiccata intolleranza all’uso delle lenti a contatto o quando a causa dell’evoluzione della malattia si perde la trasparenza della cornea.