Il Gruppo Italiano per lo Studio dell’Ipovisione (GISI) e l’Unione Italiana Ciechi hanno elaborato, in armonia con i dati di commissioni e gruppi di studio internazionali, una classificazione delle minorazioni visive, nella quale si distinguono l’ipovisione centrale, dovuta ad una riduzione più o meno grave della acutezza visiva, dalla ipovisione periferica, provocata da una perdita del campo visivo, ambedue suddivise in tre livelli: ipovisione grave, moderata, lieve. In tale classificazione, il danno della acutezza visiva viene espresso in decimi, mentre il danno del campo visivo è espresso in residuo perimetrico percentuale.
Inoltre, per la prima volta viene introdotta nell’ordinamento italiano una precisa definizione giuridica della categoria degli ipovedenti, cioè di quei soggetti con un visus residuo da 1/10 a 3/10 e con minorazioni visive periferiche, che necessitavano di un riconoscimento della loro disabilità.
Va precisato che la classificazione elaborata in questa legge non comporta alcuna modificazione alla normativa concernente le prestazioni di natura economico-assistenziale che rimangono disciplinate dalle norme speciali esistenti.
Essa può riassumersi come segue:
Si definiscono ipovedenti lievi
Si definiscono ipovedenti medio-gravi
Si definiscono ipovedenti gravi
Si definiscono ciechi parziali
Si definiscono ciechi totali