L’idea, ormai superata, che le lenti a contatto non siano adatte ai bambini nasce dal fatto che le prime lenti a contatto erano rigide, molto piccole e richiedevano un lungo periodo d’adattamento.
Con l’avvento delle lenti a contatto morbide e lo sviluppo di nuove geometrie e di materiali sempre più innovativi (biocompatibili, siliconici e permeabili all’ossigeno) si sono ampliate notevolmente le possibilità di utilizzo delle lenti a contatto nella prima e nella seconda infanzia.
In questi casi è opportuno che il bambino venga seguito dal medico oculista che prescriverà le lenti più idonee e verificherà regolarmente che vengano osservati gli opportuni tempi di sostituzione delle lenti. Per i bambini (0-3 anni) sarà naturalmente sempre necessaria la collaborazione dei genitori sia nelle fasi di applicazione e rimozione delle lenti che per le quotidiane operazioni di manutenzione/disinfezione.
Dopo i 7 anni d’età, l’occhio del bambino ha ormai assunto una struttura alquanto stabile ed i parametri contattologici sono quindi equivalenti a quelli dell’adulto. Dai 7 anni in poi si ritiene che il bambino sia autonomo nell’applicazione, nella rimozione e nella pulizia delle lenti a contatto. Per un bambino che gioca, da solo o con altri bimbi, l’utilizzo di lenti a contatto diventa la soluzione migliore per sicurezza e praticità.