Riabilitazione visiva post trapianto corneale

Introduzione


Occhio operato di trapianto corneale

Il termine cheratoplastica è un sinonimo di trapianto corneale o meglio innesto di cornea visto che si tratta di un tessuto e non di un organo.
Esistono fondamentalmente due modi di procedere; nel primo caso viene sostituita tutta la cornea, cioè tutti gli strati corneali e si definisce cheratoplastica perforante (trapianto tradizionale).
Nel secondo caso si lasciano gli ultimi 2 strati più interni e più importanti cioè il complesso membrana di Descemet-Endotelio e in quest'altro caso si definisce cheratoplastica lamellare.
Alcune malattie corneali che provocano gravi diminuzioni della vista in pazienti di giovane età, quali ad esempio il cheratocono, risparmiano l'endotelio corneale.
Queste patologie possono beneficiare della cheratoplastica lamellare perché lasciando in situ lo strato corneale più importante responsabile della trasparenza della cornea si impedisce che questo possa andare incontro a reazioni di rigetto come accade, sempre meno frequentemente, grazie alle terapie anti rigetto, nel trapianto tradizionale.
La cheratoplastica lamellare è un intervento che si esegue da molti anni, ma i risultati che si ottengono oggi con la nuova tecnica di aereodissezione consentono ottimi recuperi della vista al contrario di quanto avveniva prima.
La cheratoplastica perforante è la forma di trapianto più frequente, che se mal eseguita, può portare all'insorgenza di un astigmatismo irregolare.
Si effettua asportando dall'occhio del donatore (cadavere) la porzione di cornea da sostituire, con l'ausilio di particolari trapani cilindrici e cavi (di varie dimensioni in base alle esigenze del momento). Il tessuto circolare prelevato viene successsivamente inserito e suturato nella cornea del ricevente.

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